RASSEGNA STAMPA

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maggio 13, 2017 | Leave comment | Read More

Il partigiano Eolo – Una storia di sangue nel Polesine della guerra civile di Antonio Serena

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Prefazione di Gianfranco Stella – Copertina e impaginazione: Sandra Bordin – ElioCartoTecnica Srl

Manzoni Distribuzione: guareschi48@libero.it – tel 349.3702480

maggio 13, 2017 | Leave comment | Read More

Camicie verdi, camicie nere e servitori zelanti

Antonio Serena del 08-05-2017

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Vent’anni dopo l’incriminazione delle “camicie verdi” della Lega da parte del procuratore della Repubblica di Verona Guida Papalia e dodici mesi dopo la loro definitiva assoluzione, lo Stato ha riconosciuto l’ingiustificata durata del procedimento e provveduto a risarcire i 34 imputati, cadauno con 7.360 euro.

A suo tempo Papalia contestò ai membri della “Guardia padana” il reato di costituzione di banda armata (prevede io anni di reclusione) da parte di un “organizzazione paramilitare” mirante a “disciogliere l’unità dello Stato”.

Il problema è di stabilire se questi inquirenti facciano sul serio, cioè siano convinti delle loro azioni, o se si tratti d’altro. In ogni caso, per certi servitori dello Stato la regola del “chi sbaglia paga” non vale. Vale per i medici, per i politici, per i cittadini comuni, ma per loro no. E quindi, paradossalmente, il cittadino, oltre a subire il danno di tanta illuminata protervia, è pure costretto a sopportare le spese al posto di chi ha sbagliato. Che non consistono solo nei risarcimenti ai danneggiati, ma in altri elevatissimi costi relativi ad indagini, fasi processuali, intercettazioni, perquisizioni, forze dell’ordine sottratte ad altri ben più impellenti impegni.

Altra storia. Il 25 aprile un migliaio di militanti della destra radicale si sono recati al campo X del cimitero di Milano Musocco, per deporre dei fiori sulle croci di 921 caduti della Repubblica Sociale Italiana. Un atto inqualificabile come quello di render onore a dei soldati morti nell’ultima guerra, uccisi per la maggior parte dopo che si erano arresi, non poteva passare inosservato. Si è così levato un coro di proteste da parte delle più alte autorità dello Stato: dall’immancabile “presidenta Boldrina” (“Lo stato non si fa deridere”), al discusso Sindaco di Milano Sala (“La città reagisca!”) al Prefetto Luciana Lamorgese (“Coloro che hanno effettuato il saluto romano,una volta identificati, saranno denunciati all’ Autorità Giudiziaria”).

Vien da chiedersi se alla folcloristica  “Presidenta” della Camera (quella che consiglia alle famiglie italiane di adottare bambini immigrati invece che far figli), al giudice in pensione Papalia, al sindaco Sala o al prefetto di Milano, preoccupino di più mille ragazzi che vanno in silenzio ad onorare i morti “cattivi” in un cimitero o i compagni dei centri sociali che, anche quest’anno, con la scusa del Primo maggio, hanno messo sotto assedio la città di Torino con tanto di bastonate ai poliziotti, lanci di molotov e danneggiamento di negozi.

“E’ stata una manifestazione clandestina” ha ribadito il prefetto a proposito della celebrazione funebre al campo X di Milano Musocco: quasi a menar vanto per essere stata la prima nel dopoguerra a vietare questa commemorazione, col risultato che i partecipanti  all’annuale cerimonia, dalle poche centinaia degli anni scorsi, quest’anno hanno superato il migliaio.

Quando mai il sindaco-tecnico Sala che si preoccupa dell’“apologia di fascismo” ha usato tono tanto violenti quando i cani da guardia della sua sinistra devastavano la città? Avete sentito un qualche accenno della compagna Boldrini ai fatti di Torino? No, era impegnata a denunciare i visitatori del cimitero di Milano che portavano fiori alle vittime della mattanza partigiana seguita al 25 aprile; era anche impegnata a replicare al procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che denuncia i possibili affari di alcune organizzazioni di volontariato con i trafficanti di profughi, invitando a «non gettare fango e discredito su chi fa questo lavoro».

Ora la storia della commemorazione funebre di Milano è nelle mani del sostituto procuratore Alberto Nobili, che dovrà stabilire se dei ragazzi che,  senza esibizione di vessilli, svastiche, fasci littori o croci celtiche, hanno salutato romanamente dei morti sia un reato punibile, fattispecie già esclusa dalla Cassazione nel processo chiesto senza pudore dall’ ANPI  per il saluto fatto sul luogo dove Sergio Ramelli venne ucciso a sprangare dai comunisti di Avanguardia operaia. In un’analoga manifestazione tenutasi a Milano nel 2014 il gip Donatella Banci Buonamici ha sottolineato come “una simbologia fascista…rivolta ai defunti in segno di omaggio e umana pietà non ha alcuna finalità di restaurazione fascista”.

Intanto, mentre si son persi 8 anni e tanti milioni per rincorrere i teoremi di Papalia e il prefetto Luciana Lamorgese invita  il questore a identificare e denunciare  i “delinquenti” che hanno salutato  romanamente al cimitero di Musocco, in tutta Italia si continua a rapinare, sparare, uccidere, i centri sociali devastano borghi e città  e “Igor il Serbo” scorrazza  per le campagne ferraresi facendosi beffa di questo Stato da operetta. Tanti auguri, Italia!

maggio 7, 2017 | Leave comment | Read More

I francesi si stanno consegnando ai Rothschild

di Antonio Serena del 25-04-2017

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L’operazione di marketing è ormai conclusa. Ci sono pochissime probabilità che Marine le Pen possa diventare Presidente della Francia. E’ una “populista”, termine spregiativo creato per offendere i sovranisti, gli identitari, cioè i difensori dei valori di Patria, Nazione, Socialità  che gli adoratori del Dio Denaro e della speculazione e i padroni del Bilderberg disprezzano.

L’ennesima beffa a danno del popolo è cominciata con l’attacco al neogollista Francois Fillon, anch’egli orientato a battersi, almeno in campagna elettorale,  sul fronte della lotta all’ Islam radicale e agli eccessi della UE. Era logico che un ballottaggio Le Pen – Fillon, condotto comunque sul minimo comun denominatore dell’appartenenza a dei valori  tradizionali condivisi – legge, ordine, identità – avrebbe affossato le speranze di questi mondialisti auspicanti una società destinata a creare un mondo di dominanti e dominati,  dove i ricchi saranno sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Una Frexit dopo la Brexit avrebbe significato la loro fine, la fine dell’Europa dei mercanti che avrebbe riaperto la porta all’ Europa dei Popoli Sovrani.

Occorreva dunque creare un fantoccio senza identità, un aborto politico, un socialista liberista, un lib-lab, un uomo al servizio contemporaneamente dei socialisti e della speculazione bancaria e metterlo a capo di un partito anch’esso senza volto: “En marche”. “In cammino”, verso la creazione di una “Nuova Europa” inserita nel Nuovo Ordine Mondiale delle banche e della speculazione finanziaria. Leggete il suo curriculum: “…già ispettore delle finanze e dal 2008 banchiere d’affari presso Rothschild & Cie Banque, nel 2014 ha ricevuto l’incarico politico di ministro dell’Economia, dell’Industria e del Digitale nel secondo governo del massone Manuel Valls, carica tenuta fino al 30 agosto 2016, quando ha rassegnato le dimissioni in previsione di una sua candidatura alle presidenziali dell’anno successivo…Alla fine del 2016, il responsabile della comunicazione di Macron dichiara di aver già ricevuto 3,7 milioni di euro di donazioni per le presidenziali, cioè due o tre volte il budget di François Fillon o di Alain Juppé per le primarie della destra. Il suo partito politico non beneficia ancora di finanziamenti pubblici quindi il denaro proviene solo da donazioni private….”. Da quali privati è fin troppo facile immaginarlo.

Ma che cosa vuole Macron, cosa dice il programma per il quinquennato di presidenza di questo banchiere prestato alla politica? Poco o niente di rivoluzionario, se si esclude il taglio di 60 miliardi di spesa pubblica e l’eliminazione di 120.000 posti di lavoro. Insomma, un candidato di garanzia per l’ Europa dei banchieri: l’unico tra i candidati a non aver messo il vincolo del 3% nel rapporto deficit/pil previsto dai parametri di Maastricht.

In passato la stampa asservita non ha risparmiato  denunce e pettegolezzi di nessun genere per infangare le figure scomode di Berlusconi e Trump, dipingendoli come molestatori di donne dediti a turpi pratiche; con lui, il socialista che guadagna due milioni l’anno, hanno invece apprezzato il fatto di aver sposato una donna di 25 anni più vecchia di lui che lo ha sedotto quando aveva 15 anni (quindi perseguibile), abbandonando per il nuovo amore una famiglia con tre giovani figli.

La cosa più rilevante e sottolineata da ogni testata di questo Renzi alla francese, oltre ad un legame omosessuale smentito, sembra proprio quella legata all’età della sua compagna. Nulla sul fatto che favorisca una politica economica che strozza i precari e le precarie, plaude al Jobs Act francese e ha collegamenti così stretti col mondo finanziario che il suo consenso elettorale provoca l’ immediato rialzo in borsa di tutto ciò che dipende dalla stabilità dell’euro e dell’Unione europea.

Macron ottiene senza fatica né merito le simpatie di chi lo ritiene anti casta, ribelle rispetto agli ordini del suo ex partito socialista, ligio a rivolgersi alla gente con un linguaggio apparentemente nuovo. Un misto di Renzi, di Obama e  di tutti i leader che son riusciti a darsi un’immagine indipendente seppure interpretino alla lettera le politiche delle lobby politiche e finanziarie.

La sua breve storia: “Nel settembre 2008, si rende disponibile per la funzione pubblica e diventa banchiere presso Rothschild & Cie Banque. Alla fine del 2010 è promosso ad associato all’interno della banca. In quello stesso anno viene nominato dirigente e sovrintende ad una delle più importanti negoziazioni dell’anno. Questa transazione, valutata a più di 11,9 miliardi di euro, gli permette di diventare milionario” [info Wikipedia).

Sul piano giudiziario la procura di Parigi ha aperto di recente un’inchiesta preliminare a suo carico per presunto favoritismo. Il caso riguarda una serata a Las Vegas cui Macron ha partecipato nel gennaio 2016, ai tempi in cui era ministro dell’Economia, e in cui incontrò i dirigenti di diverse imprese emergenti francesi in occasione del Consumer Electronics Show. Si tratta, precisa il giornale “Le Monde”, di un’ inchiesta preliminare aperta dopo un rapporto dell’Ispettorato generale delle finanze. L’organismo di promozione delle imprese francesi all’estero, Business France, è infatti sospettato di avere assegnato al colosso della comunicazione Havas l’organizzazione della serata al Consumer Electronics show senza gara d’appalto.

Insomma, un uomo nuovo forgiato nella collaborazione con Rothschild & Cie Banque e i contatti con noti esponenti della massoneria nella cornice dei programmi del pan-europeismo del conte Kalergi: meticciato, distruzione della famiglia, nascita dell’ uomodonna, confusione di ruoli, generi e razze e, su tutto, gli interessi della Grande Finanza.

Macron rientra dunque nella normalità di Governi “nominati” dall’alto che si formano con personaggi nati dall’oggi al domani, sconosciuti ai più, burocrati spesso mai passati attraverso un’urna elettorale, provenienti o al servizio dei quadri dirigenziali di banche internazionali, agli ordini di organismi alieni, come il Fondo Monetario Internazionale, che continuano a promuovere impunemente progetti di macelleria sociale spacciandoli per riforme.

Gente sorda ai richiami dei popoli che invasi da orde di immigrati che scappano dai massacri perpetuati ai loro danni dagli stessi governi euro-occidentali: vedi Libia, vedi Siria, vedi Saddam Hussein. Migranti accolti dalla misericordia di papi sacrileghi per la maggior gloria di infami schiavisti, senza alcun progetto di politica demografica, dove la difesa dei confini delle patrie viene intesa come erezione di muri sacrileghi.

Ecco chi rappresenta Macron e in cosa consiste il suo nuovo stantio comune a tanti attuali governanti europei. Eppure il popolo, stretto tra crisi e rimbambimento mediatico,  li vota ancora continuando a fare harakiri.

aprile 25, 2017 | Leave comment | Read More

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