Il contributo di Oliviero Beha alla liberta’ di scelta e alla verita’

di Cinzia Palmacci del 16-05-2017

00-Beha - Copia

La repentina morte del giornalista “di razza” Oliviero Beha, per una malattia che se lo è portato via in poche settimane, ha suscitato sgomento in coloro che lo stimavano e lo conoscevano bene, ma anche in chi non lo conosceva di persona ma condivideva le stesse idee e la stessa caparbia ricerca della verità. Solo poco prima della sua morte, era apparso in televisione in ottima forma, come sempre, per questo la sua dipartita suscita qualche perplessità. Beha aveva preso seriamente la sua professione e missione di giornalista “fuori dagli schemi” e fuori da “certe logiche”, per questo in vita si era spesso battuto e aveva preso posizione su alcuni temi scomodi. Uno di questi temi di “scottante attualità” sono i vaccini, gioia e delizia delle grandi case farmaceutiche, ma bestia nera di quanti non ci vedono chiaro, e vorrebbero poter decidere liberamente della propria salute difendendo un principio costituzionalmente garantito quale la libertà di cura. Sul suo blog www.olivierobeha.it, aveva deciso di pubblicare già nel 2009 in tempi diciamo “non sospetti”, una lettera che il responsabile del Comitato Liberalascelta del Friuli Venezia Giulia Mauro Ottogalli aveva inviato ai suoi iscritti, in merito ad alcune battaglie legali rivelatesi molto ostiche per il riconoscimento dei danni da vaccino e la difesa del diritto alla libertà di cura. Ho scelto di ripubblicare questa lettera dal sito di Beha per onorare la sua morte e il suo impegno, ed anche perché oggi, a distanza di otto anni, questo documento è molto importante in un momento in cui si va verso l’obbligo vaccinale a discapito del diritto allo studio. E già, perché chi non fa vaccinare i figli non ha più diritto di mandarli a scuola. Siamo arrivati a questo. Oliviero Beha ha dimostrato molta sensibilità al tema dei danni da vaccino che causano disabilità perenne nei bambini, forse perché da padre di una bimba affetta da sindrome di Down, si sentiva in particolare sintonia con quei genitori. Questo, in sintesi, il testo della lettera nei suoi punti salienti: “Carissimi approfitto di un breve periodo di riposo per tracciare una riga e fare un primo bilancio degli eventi per questo 2009. Non vorrei che questo scritto venisse interpretato come una critica a tutto ed a tutti, cercate di interpretare queste 8 pagine come un semplice aggiornamento della materia e, soprattutto, come una richiesta di aiuto, perché le cose non stanno andando bene. I fatti trattati mi vedono direttamente e completamente coinvolto, le situazioni sono di estrema importanza per la collettività perché riguardano la salute, la libertà, la giustizia…principi universali che ne escono con le ossa rotte perché sono ancora troppo poche le persone che riescono ad indignarsi quando li vedono violati. Andiamo avanti per argomenti, vorrei iniziare aggiornandovi sulla travagliata applicazione della Legge 210/92 nella nostra Regione (Friuli Venezia Giulia). Legge 210/92, opportunità o truffa?Per chi non lo sapesse ancora, la Legge 210/92 era nata con lo scopo di dare un giusto indennizzo a tutte le vittime dei danni da vaccino e dei danni da trasfusione. I principi erano buoni, ma la sua applicazione, lasciando molto spazio all’interpretazione, apriva le porte all’abuso, al clientelismo ecc. Dopo un 2008 che aveva visto due istanze accolte contro 4 definitivamente respinte ed una respinta in prima istanza, il 2009 si è caratterizzato con 5 domande respinte dalla CMO su cinque che erano in attesa di giudizio, una addirittura dopo un iter di 10 anni con ben tre visite fiscali. Tre dei soggetti richiedenti sono affetti da sindrome autistica, una da diabete tipo 1, uno dai postumi di poliomielite, tutti in conseguenza di vaccinazioni pediatriche. Sembrava, o meglio, era stato fatto credere (la crudeltà umana non ha limiti) che una delle tre domande relative ai soggetti autistici fosse stata accolta. A questo papà era stata letto parzialmente il referto della CMO ed era sempre stata negata la consegna dello stesso, adducendo indicazioni precise della Legge 210/92. Dopo 4 mesi di insistenza, e di pressioni esterne (con una lettera “per conoscenza” al presidente della regione FVG) , è riuscito ad ottenere quello che gli spettava per legge rendendosi purtroppo conto che la domanda era stata respinta in prima istanza: era stato preso in giro! Ci siamo chiesti del perché di un atteggiamento simile da parte dei responsabili di quell’ufficio, abbiamo anche chiesto direttamente il perché ma non abbiamo ricevuto risposta se non “il signor… aveva capito male”(!!). Mai recarsi da soli in quegli uffici! Mi ero illuso e devo ammettere di essermi commosso nel sapere che una domanda era stata accolta, una su cinque faceva morale ed era il riconoscimento del lavoro che c’è dietro ogni domanda, le domeniche passate a raccogliere materiale ed a riunirsi per confrontarsi ed approfondire. Le tre domande respinte relative ai bimbi affetti da sindrome autistica hanno avuto delle motivazioni vergognose al limite del grottesco. La CMO Padovana ha impiegato mesi per produrre un breve testo spedito poi uguale a tutte e tre le famiglie! Problematiche differenti, vaccinazioni differenti, cause differenti del problema, percorsi curativi differenti, esiti della malattia differenti, montagne di carte a supporto della relazione tra vaccinazione e danno subito…. e questi soggetti, che ricordiamo vestono una divisa, si permettono di dare a tutti e tre la stessa identica e laconica risposta (negativa) indicando il solo titolo di 4 studi recenti di revisione della materia: “non c’è relazione tra MMR ed autismo, non c’è relazione tra vaccinazione ed autismo, sclerosi multipla, diabete, sindromi neurologiche ecc.”. C’è da chiedersi del perché della legge stessa visto che, da quanto è stato scritto, non esiste relazione tra qualsiasi vaccinazione e qualsiasi danno. In uno dei tre casi la vaccinazione MMR non era nemmeno stata somministrata, ma nel duro lavoro di copia-incolla era troppa fatica togliere quel passaggio. Male, molto male, oltre al danno la beffa, oltre la beffa la tr…! La famiglia della ragazzina affetta da diabete non se l’è sentita di continuare nell’iter ed ha abbandonato la partita, non posso biasimare i genitori perché si sta combattendo solo per la bandiera, le forze avverse oltre ad essere molto più numerose e determinate di noi…sono anche pagate da noi! Paradossale anche la storia di un giovanotto della bassa che dopo 10 anni di iter si è visto respingere la domanda, rifiutare immotivatamente dalla sua ASS la possibilità di visionare il testo del referto della CMO (indispensabile per preparare un primo ricorso all’ingiustizia subita), rifiutare addirittura l’invalidità che gli spettava proprio dal medico che gli aveva preparato una perizia a favore nell’ambito della Legge 210/92!! Tutto ciò nell’impunità e nell’indifferenza. Il Presidente della Regione, debitamente informato dei gravi fatti accaduti (forse solo noi li riteniamo tali), non è intervenuto e di ciò siamo dispiaciuti… Attualmente tre sono le domande in fase di preparazione mentre sono due quelle che attendono la convocazione a Padova per la “visita-non visita” alla CMO. Mi riferisco naturalmente ai casi seguiti dal comitato Liberalascelta, ci sono altri casi in Regione che hanno seguito un percorso autonomo ed anonimo. Conforta l’esito di un caso regionale che era stato definitivamente accolto lo scorso anno e che oltre alla Legge 210 (indennizzo) sta iniziando a ricevere i benefici anche della Legge 229 (risarcimento). L’appartenere alla “prima categoria tabella A” non è un motivo di particolare vanto significa che il danno è irreversibile e grave, ma il vitalizio è adeguato ad affrontare la riabilitazione e a coprire l’assistenza necessaria. La legge 229 per la prima categoria prevede l’erogazione di una quota mensile di denaro pari a 5/6 volte il beneficio della L210. Sia 210 che 229 sono erogate direttamente dal Ministero delle Finanze e non fanno cumulo. Tutte le famiglie colpite avrebbero bisogno di beneficiare di questi vitalizi, ci sarebbe così la possibilità di assicurare le cure più adeguate e l’assistenza ai propri cari. Per questo insistiamo con tutti affinché si presentino le domande, anche se le prospettive rasentano lo zero. Con una buona dose di masochismo posso quindi dirvi che siamo sempre a disposizione per tutti coloro che, nella regione FVG (per evidenti motivi di tempo…ma seguiamo qualche caso anche nel vicino Veneto), volessero intraprendere questo lungo iter che, nella prima parte, è a costo zero, almeno fino al giudizio definitivo del Ministero. Fatelo per i vostri figli danneggiati, fatelo per tutti i danneggiati, fatelo affinché il segno che lascia ogni domanda sia da monito per tutti quei genitori che hanno paura di esercitare un libero diritto di scelta a favore della salute dei propri figli: pensate che nelle statistiche dei danni da vaccino nazionali esistono solo quelli che “passano” la L.210/92. Forse il tempo ci darà ragione, al momento ci sta bene combattere anche per la bandiera, è importante non voltarsi dall’altra parte e far finta di non vedere. Se qualcuno vorrà ascoltarci chiederemo la riapertura di tutti i casi respinti… Attualmente sono due le famiglie del FVG che hanno iniziato l’iter della causa del lavoro avendo viste respinte le loro istanze anche in fase Ministeriale. E’ un percorso nuovo che ha visto recenti successi in Lombardia, ha un iter più breve e dei costi inferiori, rispetto alla causa civile. Assistenza alle famiglie che decidono di non vaccinare o di differire la vaccinazione. E’ più giusto dedicare del tempo a chi non desidera vaccinare o a chi ha subito un danno da vaccino? E’ una domanda che mi pongo spesso, pensando al tempo che ho a disposizione ed alla salute che ultimamente da segni di cedimento. Tutte e due le problematiche meritano la stessa attenzione perché è importante evitare nuove situazioni di danno vaccinale o, come dice la nostra “inossidabile” Dottoressa Milanese, è importante chiudere il rubinetto del danno. Pensavo che il raggiungimento della libertà vaccinale fosse determinante per raggiungere l’obbiettivo di ridurre i danni da vaccino. La libertà è importante forse più per i medici coscienziosi (che si troveranno ad avere meno vincoli) che per le famiglie ed in ogni caso l’ostacolo maggiore è rappresentato dalla maggioranza dei pediatri e dalla cultura che sono chiamati a diffondere dalle case farmaceutiche. La battaglia si gioca quindi sul piano della paura trasmessa da buona parte dei pediatri e sul piano della cultura che il movimento critico (COMILVA, Liberalascelta, singoli professionisti della sanità, naturopati, singole coscienze) riuscirà a creare. Attualmente in 5 ASS su 6 vige una qualche forma di libertà con sfumature variabili ma sostanzialmente non c’è costrizione, minaccia o persecuzione. Ciò non rende le percentuali di obiezione più basse. Non possiamo nemmeno pretendere che i dipartimenti di prevenzione vengano pervasi da crisi di coscienza, instillino dubbi ai genitori ed invitino a ripensare il tutto. E’ quindi necessario continuare e migliorare il lavoro sul territorio relativo alla corretta informazione sulle vaccinazioni…  Convegno Malzac, convegno GavaIl 30 maggio scorso il Dott. Malzac ha tenuto una illuminante conferenza a Udine. Malgrado la data infelice, decisa lo scorso novembre, e gli argomenti non proprio semplici, la partecipazione è stata buona come l’apprezzamento per il relatore. Per la prima volta il pubblico presente ha potuto ascoltare ed iniziare a comprendere del proprio funzionamento, argomenti che stanno alla base della vita e di cui spesso ignoriamo l’esistenza: il sistema immunitario, la bilancia Th1 / Th2, il sistema HLA, la PNEI. Sorprendentemente molti medici (generici, specialisti, pediatri, omeopati) hanno partecipato al seminario e questo è un buon segno. Sono mancate le famiglie che hanno figli con problemi (danneggiati o meno dalle vaccinazioni), quelle che avrebbero potuto trarre beneficio dalla migliore comprensione delle cause delle problematiche in atto e dalla conoscenza di percorsi di cura possibili. Il convegno era dedicato soprattutto a loro. Il convegno è stato un’occasione di arricchimento per tutti i partecipanti, merci Docteur Malzac. Il giorno successivo il Dottore ha effettuato ben 18 visite, dalle 8 e mezza di mattina alle 20 e 30 (12 ore non stop) dimostrando una dedizione non comune…Volevo ringraziare, anche se in ritardo, oltre alle altre sigle organizzatrici (COMILVA, FEDILCO, OMEOPATHOS) tutti coloro che si sono prodigati per l’organizzazione e la riuscita del convegno…Liberalascelta (al momento in collaborazione con il COMILVA e FEDILCO) non si ferma e da Settembre si inizia a lavorare per mettere in piedi il convegno del 28 Novembre che si terrà a Gorizia, relatore sarà il Dr. Roberto Gava che abbiamo avuto modo di ascoltare ed apprezzare lo scorso anno a Udine… Abbiamo sempre cercato di parlare molto tra di noi delle terapie che applichiamo ai nostri figli ammalati, abbiamo sempre cercato di creare occasioni di confronto e ci siamo incontrati spesso per scambiarci le opinioni e le esperienze. Le nostre storie sono costellate più da insuccessi che da successi, da rari periodi di soddisfazione, da illusioni e da fallimenti, dal rendersi conto di non riuscire a portare avanti i protocolli o di non capire se gli stessi protocolli avevano realmente una evoluzione positiva. Non è facile, l’abbiamo sperimentato direttamente, lo sperimentiamo ogni giorno. Montinari funziona? Com’è Malzac? Si può contattare Gava? Di Muro com’è, dà tanti prodotti? E Grubissa? Un passo indietro, anzi, due. Il danno vaccinale in medicina è quanto di più difficile da identificare e trattare, anche perché per la medicina stessa non esiste. Le conoscenze di immunologia della stragrande maggioranza dei medici sono appena sufficienti e da qui le difficoltà, per tutti, nell’identificare un nesso causale tra la somministrazione di un vaccino e l’insorgenza di un disturbo o di una malattia. Non parliamo poi della lettura delle analisi ematochimiche e dell’interpretazione di una tipizzazione linfocitaria (una delle nostre mamme ha avuto modo di testare la preparazione di qualche medico che opera nell’ambito della cosiddetta “eccellenza” regionale). Per alcuni l’HLA è poco meno di un geroglifico. I bravi medici (quelli che hanno passione per la loro professione) quindi sono veramente pochi ed in ogni caso non sono Dio, sono fallaci anche loro, come quelli meno bravi. Un bravo medico ha comunque bisogno di un supporto analitico per capire le problematiche in atto: come possiamo prescrivere una cura se non eseguiamo uno o più approfondimenti diagnostici? Come possiamo prescrivere qualsiasi cura se non effettuiamo una corretta anamnesi del soggetto? Potremmo essere più o meno d’accordo con un tipo di approccio che prevede una somministrazione di più prodotti omeopatici-omotossicologici contemporaneamente ma sul fatto della prescrizione di tanti esami dobbiamo ringraziare questo o quel professionista perché da questi esami, e non da tanti altri esami inutili che ci fanno effettuare le strutture di pseudo-riabilitazione per portarci lontano dalla soluzione, avremmo la possibilità di capire quello che è successo ai nostri figli… Fino ad oggi non ho conosciuto situazioni semplici e le cure non possono, di conseguenza, essere semplici, ed il fatto che abbiamo cercato in più occasioni di parlarne, approfittando della consulenza delle mamme che avevano più esperienza, è una conferma di ciò. Molti abbandonano un protocollo di cura perché non riescono ad affrontarlo, non lo capiscono, non riescono a capire se funziona. I tempi di reazione e di riabilitazione non sono mai quelli che vorremmo e non tutti i danni sono uguali, avremo quindi percorsi molto differenti. Il danno vaccinale poi prende più apparati: a disturbi neurologici troviamo associati disturbi funzionali, disordini metabolici, problemi immunologici ecc. I nostri figli avranno bisogno di cure adeguate per molti anni a venire, se vogliamo migliorare la loro situazione. A volte penso, ed è una cattiveria senz’altro, che dietro qualche abbandono ci sia il pensiero, umanissimo, del ‘tanto non ritornerà come prima’, ‘forse non ne vale la pena’, ‘devo pensare anche all’altro figlio’… Le cose non torneranno a posto da sole in ogni caso. Le analisi sono importanti per capire le problematiche, la dieta e le cure sono importanti per affrontare le sindromi e per migliorare la vita dei nostri cari (se iniziamo da piccolissimi si può parlare anche di guarigione), l’avere a disposizione più figure professionali è importante per cercare di dare opportunità di percorsi di cura condivisi più adeguati ad ognuno (e di controllo dell’ efficacia di questi percorsi), mantenere i contatti tra famiglie creando una rete di mutuo sostegno aiuta nella ricerca continua di soluzioni alle difficoltà quotidiane nei campi della salute, dell’assistenza, della scuola, del lavoro. Non è facile, nulla è facile quando si cade in queste trappole, ma non abbiamo alternative se non i parcheggi che ci vengono proposti o gli ospizi che ci vengono prospettati (per i casi più gravi naturalmente). Non possiamo sperare di meglio dalle Istituzioni anche perché non possiamo pretendere che capiscano un fenomeno che talvolta nemmeno le famiglie coinvolte riescono o vogliono capire… Contiamo di allargare la conoscenza ad altri professionisti perché ne abbiamo bisogno, ci sono troppe situazioni di sofferenza che non hanno ancora una adeguata risposta. Ribadisco ancora che non abbiamo mai avuto interessi personali nel consigliare un professionista piuttosto che un altro, i consigli che abbiamo dato sono sempre stati disinteressati e forniti in relazione alle esperienze personali… Liberalascelta vuole essere un percorso comune, condiviso per tutte le persone che credono nei principi di Libertà, Verità e Giustizia. L’area è quella della salute e dell’istruzione, luoghi dove i principi esposti vengono giornalmente violati e calpestati. Liberalascelta oltre a non essere un qualcosa di ben definito è privo di una gerarchia, privo di poteri, privo di regole scritte, privo di denaro. L’unica “regola” ammessa è il mutuo aiuto gratuito, il tentativo cioè di condivisione di sofferenze ed opportunità, il tentativo di mettere a disposizione degli altri le proprie risorse e le proprie ricchezze interiori. Parliamo di tentativo perché l’umanità che ci contraddistingue talvolta è di ostacolo e spesso tutto rimane un wishful thinking, una buona intenzione. Il nostro obiettivo è, nel nostro ambito, quello di operare per dare a tutte le famiglie “con problemi” le stesse possibilità, anche culturali, di accesso alle cure, all’istruzione, alla formazione, al lavoro attraverso la messa in comune delle conoscenze acquisite. A tutti significa che non ci devono essere divisioni e privilegi per “categoria” (autistici, down, reumatici, affetti da SM, distrofici) ma opportunità per tutti: chi sa, mette a servizio il suo sapere a chi non sa, indipendentemente dalla provenienza… Perché malgrado le tante sollecitazioni nessun politico ci è mai venuto incontro realmente? Perché malgrado le tante sollecitazioni nessun giornalista ha mai preso a cuore le nostre problematiche? Curiosamente nessuna delle due categorie attualmente sta esercitando il principio per cui è nata. Esercitare il bene comune per la politica, esercitare la libertà di espressione nella denuncia di ogni violazione dei diritti fondamentali per la seconda… Questo malgrado le nostre denunce di sperimentazioni di farmaci (vaccini) su soggetti minori nelle ASS 4, 5 e 6. Denunce che ne la politica ne i media hanno raccolto, probabilmente per paura di risultare invisi alla Sanità Regionale e di non accedere a privilegi (per la politica) ed opportunità di lavoro (riempire pagine di giornali). Il giornalismo d’inchiesta è oramai finito, ora ci si concentra più sulle figure che sui fatti. Politici e giornalisti sono sempre stati informati sulle nostre iniziative e sulla denuncia di situazioni che andavano a violare i diritti fondamentali. Nessuno ha mai reagito, nessuno ha mai dato risposte. Incontri con vari assessori alla sanità non hanno prodotto niente se non aggravamenti della situazione. Evidentemente vengono prima gli affari dei diritti dei più deboli. Ho recentemente spedito al Dott. Venier Romano, presidente della III^ Commissione Regionale (sanità, assistenza ecc) una lettera che fa seguito ad una richiesta dello stesso Venier Romano di chiarimenti sulle tematiche che vorremmo portare in Commissione. Pensavo che la precedente lunga lettera di denuncia fosse stata sufficiente. Evidentemente gli argomenti sono talmente indigesti che c’è bisogno di una diluizione… Le politiche sanitarie ci hanno rovinato i figli, non ci sono state cure adeguate, non c’è stata riabilitazione ed abbiamo dovuto sempre pagarci tutto. Malgrado le continue denunce si continua ad attentare alla salute dei bambini, oltre al diritto alla salute ci negano il diritto all’istruzione, e se andiamo ad accampare altri diritti sanciti dal Leggi dello Stato ci prendono in giro… e noi dovremmo chiedere, possibilmente sottovoce, se per favore si può dire ai medici di cercare di fare almeno una piccola anamnesi ai bimbi prima di vaccinarli e, se non è troppo disturbo, consegnare il foglietto illustrativo del vaccino ai genitori raccomandandone l’attenta lettura….e scusate anche se mio figlio ha messo in dubbio il dogma della innocuità ed efficacia dell’EngerixB (vaccino antiepatite B) e si è ammalato, non avrebbe dovuto, scusate ancora… Basta, non riesco più ad essere diplomatico, ne con i politici, ne con i giornalisti, e talvolta nemmeno con i genitori: ti hanno violentato il figlio, non è stato un incidente isolato, dovrai essere almeno un po’ incazzato! La rima è casuale. Confido in questa convocazione in III Commissione, spero che ci possa essere un confronto aperto sulle tematiche, temo però che ci prenderanno in giro anche questa volta. Del resto possono farlo… In chiusura volevo metterci delle buone notizie… nel bugiardino di un vaccino DPT in commercio negli USA hanno scritto che può causare l’autismo..finalmente.. ma allora perché è ancora in commercio? Anche nell’Engerix B è scritto che può causare la Sclerosi Multipla ma nessuno si sogna di ritirarlo dal mercato. Vendere è sempre il primo comandamento e poi, non c’è la L 210/92? Non è una buona notizia, e non ci sono altre buone notizie. In questi giorni giornali e TV vomitano continuamente cattive notizie. Mi riferisco alla nuova influenza costruita, come la SARS e l’aviaria, in qualche laboratorio del New Mexico. Come è successo per la vaccinazione HPV (antipapilloma virus) l’apparato medico-militare, preparatosi con largo anticipo, è già in opera. Una fine campagna di marketing ha già creato il terreno adatto (la paura) e la gente si presenterà dai medici con la manica già tirata su. Ieri (6 settembre) a tarda sera ho seguito una trasmissione su di una rete locale cui ha partecipato il ‘Gotha’ della prevenzione locale. A differenza di altre occasioni tutti i media si stanno esclusivamente affidando alla scienza ufficiale non preoccupandosi nemmeno di un contraddittorio. L’informazione corretta è quella della medicina ufficiale e basta. 5 poltrone: un pediatra, un infettivologo, un epidemiologo, un virologo, un pneumologo. Un unico pensiero: è provato che il vaccino è sicuro ed efficace, tutte le vaccinazioni sono sicure. ‘Vacciniamo le ‘gravide’ (già la gravidanza è per loro una malattia) perché hanno 5 volte più possibilità di morire di influenza…lo dicono gli studi!’. ‘Vacciniamo i bambini’, tutti, non dobbiamo aver paura di una innocua punturina che porta tanti benefici (a chi?). Non abbiamo ancora il vaccino, non sappiamo ancora dei tests (a chi pensate che li facciano?) ma per l’infettivologo presente il farmaco è già da considerarsi sicuro ed efficace…davvero un grande atto di fede che verrà ricompensato nella vita terrena. Confesso che ho fatto fatica ad addormentarmi. Non è il virus che mi fa paura, ma la Sanità che vuole eliminarlo… L’organizzazione del convegno di Gava, può essere un punto di ri-partenza per il movimento nel FVG…  Un abbraccio a tutti e scusatemi”. Mauro Ottogalli

Da notare che nella lettera si parla anche del Dott. Roberto Gava, il medico radiato dall’albo perché si era espresso contro il vaccino HPV. Se queste sono le premesse per vedersi riconosciuto il diritto alla libertà di cura, siamo messi male. Che sia stato proprio l’impegno di Beha a favore della chiarezza e a difesa del diritto di libertà di cura a suscitare qualche mal di pancia?

 

Cinzia Palmacci

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