I parvenu della politica nostrana

di Gianni Porzi del 07-12-2017

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Questi parvenu della politica avevano una tale fretta di impossessarsi del potere, di salire nell’ascensore sociale e raggiungere rapidamente i piani alti, al punto che appena entrati nella camera dei bottoni si sono subito “fregati le mani e affilato i denti” difronte alla tavola imbandita di ogni sorta di vivande appetitose.

Questi parvenu della politica avevano una tale fretta di impossessarsi del potere (che fino ad allora avevano solo “annusato”), di salire nell’ascensore sociale e raggiungere rapidamente i piani alti, al punto da non essere stati capaci di trattenere la loro bramosia e procedere con un minimo di intelligenza, sempre che sia a disposizione, cosa di cui nutro qualche dubbio. Appena entrati nella camera dei bottoni si sono subito “fregati le mani e affilato i denti” difronte alla tavola appena imbandita ricca di ogni sorta di vivande appetitose. Da parvenu della politica, famelici di potere, ambiziosi oltre ogni limite si sono subito abbuffati, anche con poco stile e molta arroganza, ma sembra che i nodi stiano venendo al pettine. Innanzitutto hanno dimostrato le loro limitatissime capacità che fino ad un certo momento sono riusciti a camuffare con le parole da imbonitori: infatti va loro riconosciuto un merito, quello di saper incantare gli italiani poco attenti con la loro oratoria piena di luoghi comuni, con promesse mirabolanti, mancette elettorali e con una incontrovertibile abilità a raccontare una verità inesistente. Ormai anche i più recidivi dovrebbero essersi accorti chi sono questi personaggi, inconsistenti, narcisisti, affamati di potere che è il loro unico insano obiettivo. Hanno mentito quando affermarono che se avessero perso il referendum di un anno fa si sarebbero ritirati dalla politica e invece sono ancora lì in piena attività e non mostrano quella onestà intellettuale che imporrebbe, a persone corrette, di mantenere le promesse fatte pubblicamente. Il dietrofront, come i cambi di casacca, non si addicono a persone serie che rispettano il detto popolare “ogni promessa è debito”, è un debito che non hanno onorato. Tali comportamenti dovrebbero indurre anche i più ideologizzati ad aprire gli occhi e voltare le spalle a certi individui la cui credibilità è praticamente azzerata dai fatti e non dalle parole a ruota libera. Ora, sembrerebbe, il condizionale è d’obbligo in certi casi, che sia giunta la stretta finale, tant’è che il giglio magico è in grande fibrillazione a partire dalla sottosegretaria M.E. Boschi in Etruria e il suo mentore Renzi. La squallida vicenda della Banca Etruria, che ha messo nel lastrico tanti risparmiatori raggirati, nonostante i paletti messi da coloro che, nella speranza di mantenere il seggiolone, tentano di evitare che si riesca a togliere quel velo di reticenza per poter arrivare alla verità sul “caso Etruria”, sta invece mettendo in chiara luce – grazie a giornalisti dalla vista e udito eccezionali, paragonabili a quelli della lince, che sembra indaghino ben più in profondità rispetto alle Istituzioni all’uopo preposte – come la vicenda sia carica di un groviglio di interessi che coinvolgono personaggi di primo piano quali la sottosegretaria M.E. Boschi in Etruria, il padre e il fratello, nonché altri dal curriculum quantomeno poco raccomandabile. Nella Commissione bicamerale di inchiesta sul sistema bancario e finanziario c’è chi sta facendo la melina (in senso calcistico) e chi sta mettendo i bastoni fra le ruote in modo che la Commissione non arrivi ad alcuna conclusione prima dello scioglimento delle Camere e non vengano ascoltati personaggi fondamentali quali ad esempio il dott. Ghizzoni, ex ad di Unicredit, cosa non gradita alla sottosegretaria M.E. Boschi in Etruria nonché al suo mentore Renzi. C’è tutto un gioco di squadra per dilatare i tempi onde riuscire ad insabbiare una vicenda a dir poco squallida perché danneggerebbe pesantemente non solo il giglio magico ma tutto il Pd alle prossime consultazioni elettorali.

E’ tuttavia auspicabile che gli italiani, cum grano salis, in primavera si ricordino chi sono questi personaggi che remano contro perché non gradiscono vengano sciolti i noti della vicenda e svelata la verità.

 

Prof. Gianni Porzi

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This entry was posted on giovedì, dicembre 7th, 2017 and is filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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